L'Aikidō a Trieste

 

 

Questa è la Storia... ma la Storia siamo Noi

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, a Trieste ci furono varie iniziative legate alla pratica delle arti marziali giapponesi.

Inizialmente si promosse la pratica del Jūjutsu, ma solo negli anni ’60 alcuni insegnanti, appartenenti alla Polizia di Stato, portarono a Trieste sia il Jūdō che le loro esperienze di Aikidō fatte alla scuola di polizia di Nettuno, nella provincia romana, con il maestro Hiroshi Tada, in Italia dal 1964. Questi maestri, nomino Palmiro Gaio e Pietro Ragno, ma non furono gli unici, si dedicarono però all’insegnamento del Jūdō, e l’Aikidō di fatto non si sentì più nominare.

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Judo a Trieste con il maestro Palmiro Gaio nel 1963 (foto di Claudio Novajolli)

Dobbiamo aspettare il 1972 per accogliere a Trieste un militare di leva, Dario Bezzi, appena promosso shodan da Giovanni Filippini (1925-2018), maestro del mitico Renbukan di Segrate (Milano), che provò ad aprire un corso di Aikidō in via Monte Cengio, approfittando del tatami messogli a disposizione dalla neonata Fiamma Yamato Trieste.

Ci fu a settembre, o forse erano gli inizi di ottobre, una bella esibizione di Aikidō curata dagli allievi del Renbukan guidati dallo stesso maestro Filippini per pubblicizzare l’iniziativa, e successivamente il corso aprì con circa una decina di allievi.

 

1.Giovanni Filippini negli anni '70 - 2.Giovanni Filippini nel 2006

Primo degli iscritti fu Michele Marolla che l'anno precedente aveva iniziato la pratica del Jūdō, ma che era rimasto talmente colpito dall'esibizione che decise di intraprendere in parallelo anche lo studio di quest'altra disciplina marziale.

La ferma di leva però durava solo dodici mesi e dopo questa breve esperienza tutto si fermò. Michele Marolla fu l'unico a proseguire con lo studio dell'Aikidō recandosi saltuariamente al Renbukan (QUI un raro filmato del 1973 che documenta un esibizione di Bezzi e Marolla al Renbukan di Segrate), ma dopo un anno dovette arrendersi per la difficoltà delle trasferte (erano i primi anni '70 e le possibilità di viaggiare non erano molte) e per l'impegno agonistico del Jūdō.

     

1.Dario Bezzi con Hirokazu Kobayashi e la sua assistente - 2 e 3.Dario Bezzi proietta Michele Marolla - 4.Michele Marolla e Dario Bezzi praticano con il jo

Trieste dovette aspettare quasi una decina d’anni per rivedere l’Aikidō. Questo avvenne grazie al trasferimento a Trieste per motivi di lavoro di Giorgio Del Puppo che proveniva da Mestre.

Del Puppo, desideroso di trasmettere la sua esperienza nella nostra città chiese, grazie alla mediazione del suo amico Attilio Lovato, ospitalità alla Fiamma Yamato Trieste che all'epoca si allenava nella palestra della scuola Ruggero Manna di via Sant’Anastasio e per alcuni anni insegnò presso quella sede al gruppo di allievi che via via si iscrissero, incuriositi dalla novità rappresentata da quest’arte marziale poco conosciuta dalle nostre parti.

Il logo della A.S. Fiamma Yamato Trieste

Successivamente, siamo più o meno a metà degli anni ’80, tutto il gruppo si trasferì alla Società Ginnastica Triestina che offriva una palestra più grande e meglio attrezzata.

Per circa un decennio l’Aikidō a Trieste fu monopolio della Società Ginnastica Triestina e del maestro Giorgio Del Puppo (1941-2006). Questi aveva portato le sue esperienze dalla scuola veneta che faceva riferimento a Giampietro Savegnago (1953-2013), a sua volta allievo di Hirokazu Kobayashi (1929-1998) Sensei a Osaka. Del Puppo per un breve periodo aveva seguito anche la scuola di Iwama (entrata nella FIJLKAM) ospitando a Trieste per un seminario Takeji Tomita Sensei, primo uchi-deshi (allievo interno) di Morihiro Saito Shihan (1928-2002).

   

1.Giampietro Savegnago - 2.Hirokazu Kobayashi - 3.Takeji Tomita

A metà degli anni ’90 a Trieste si vide l’apertura di più Dōjō. Alla Società Ginnastica Triestina rimase Attilio Lovato (1946-2004) con un nucleo di allievi molto interessante (da ricordare Claudio Benedetti, Stefano Pastore e Renata Ruzzier, i primi due ancora attivi). Il maestro Del Puppo andò a insegnare presso la Fiamma Yamato Trieste tesserandosi con la FIJLKAM che aveva come direttore tecnico Paolo Nicola Corallini, che seguiva l'Iwama Ryu di Saito Sensei. Alessandro Chiancone fondava il Mutokukan inizialmente in via degli Inchiostri e poi nel palazzetto dello sport di Chiarbola, con la consulenza tecnica di Stephane Benedetti, già allievo di Nobuyoshi Tamura Sensei (1933-2010). C’era inoltre un piccolo Dōjō, ospitato nella zona del porto, che praticava il Ki-Aikidō con Michela Baf seguendo gli insegnamenti di Koichi Tohei Shihan (1920-2011).

 

1.In seiza, dal secondo di sinistra, Attilio Lovato-Alessandro Tittarelli-Claudio Benedetti; in piedi primo a sinistra Michele Marolla e dal terzo, Stefano Pastore e Renata Ruzzier

2. da sinistra: Alessandro Chiancone, Stephane Benedetti e Michele Marolla

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1.Nobuyoshi Tamura - 2.Koichi Tohei e Morihei Ueshiba

Alla fine degli anni ’90 Giorgio Del Puppo lasciava la Fiamma Yamato e continuava la sua pratica abbracciando definitivamente la scuola Kobayashi. Al suo posto arrivò Claudio Benedetti portando un'esperienza più consapevole dell’Iwama ryu, stile introdotto a Trieste dai maestri Giorgio Oscari, Paolo Nicola Corallini, Fausto Decompadri (1931-2011) e soprattutto Alessandro Tittarelli (1957-2018). Nel 1998 agli insegnanti che operano alla Fiamma Yamato si aggiunge Michele Marolla ritornato alla pratica dell’Aikido nel 1991 dopo la pionieristica esperienza degli anni ’72 e ’73 con il maestro Bezzi, scegliendo consapevolmente di seguire la scuola di Iwama.

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Giorgio Oscari, al centro in seiza, durante un seminario presso la Ginnastica Triestina nel 1997

 

1.Michele Marolla con Paolo Nicola Corallini nel suo Dōjō di Osimo

2.Michele Marolla, Fausto Decompadri con un suo allievo di Verona e Claudio Benedetti alla Fiamma Yamato

 

1.Michele Marolla, Alessandro Tittarelli e Alberto Boglio a Trieste

2.A cena con gli allievi del primo corso di Aikidō tenuto da Michele Marolla alla Fiamma Yamato

Questa la fotografia dell’Aikido a Trieste alla fine del secolo scorso.

Il nuovo secolo vede il distacco di Claudio Benedetti dalla Fiamma Yamato per aprire un corso al Dopolavoro Ferroviario, nella palestra di Jūdō situata all'interno della vecchia stazione di Campo Marzio, per poi trasferirsi presso il Makoto di Androna Campo Marzio, dove insegna tuttora.

Attilio Lovato si trasferisce a San Luigi, in una palestrina dietro la chiesa, entrando a far parte dell'Associazione Santo Spirito. Alla sua prematura dipartita per un tumore, uno dei suoi allievi, Stefano Pastore, gli succede e riporta il gruppo presso la palestra Jūdō della Ginnastica Triestina dove insegna tuttora con un piccolo break alla fine del 2007 dovuto a problemi societari, e momentaneamente sostituito con Michele Marolla e i suoi allievi dell'epoca.

Due anni dopo Attilio Lovato, anche Giorgio Del Puppo viene a mancare lasciando il suo gruppo ad alcuni allievi, Corrado e Ruggero, che continuano la strada tracciata abbracciando lo stile Kobayashi e cambiando varie sedi. Al momento si ha notizia del gruppo di Corrado che pratica presso la palestra A&R di Valmaura (ex cinema Lumiére).

 

Attilio Lovato e Giorgio Del Puppo riposano vicini nel cimitero cittadino

Alessandro Chiancone consolida il suo Dōjō presso il palazzetto di Chiarbola provando ad aprire in collaborazione con alcuni suoi allievi (Federico Zancolich e Paolo Tommasini) anche altre succursali, ma con scarsa fortuna.

Michela Baf cede l'insegnamento del Ki-Aikidō a Daniele Zanutto che si trasferisce nella Palestrina del comprensorio di Rozzol-Melara che risulta attiva almeno fino all'estate del 2020.

Nel 2005 apre anche l’Iwama Budo Kai a.s.d. con a capo Enrico Neami, staccatosi (dopo essere transitato per la SGT, la Fiamma Yamato, il DLF e il Makoto) dal Dōjō di Claudio Benedetti, che si allena a Valmaura, presso il maestro di Karate Giorgio Vecchiet, fino al 2010. Dopo una pausa di un paio d'anni Neami rientra in attività a livello personale chiedendo ospitalità al maestro Marolla ed entrando a far parte dell'YKIAT fino al 2017. Successivamente si rimette in proprio esercitandosi nella palestra della Divisione Julia, in viale XX Settembre.

A questo punto però ritorniamo a parlare della Fiamma Yamato Trieste.

 

Michele Marolla a Iwama con Morihiro Saito Shihan nel 1999 con Alessandro Tittarelli altri 5 italiani, e nel 2001 da solo per quasi 2 mesi di tirocinio

 

Michele Marolla a Iwama nel 2001 con Morihiro Saito Shihan e Hitohiro Saito Sensei

La sezione Aikidō venne presa definitivamente in mano da Michele Marolla nel 1999, dopo la sua esperienza a Iwama sotto la guida di Morihiro Saito Shihan e Hitohiro Saito Sensei. Nel 2003 la Fiamma Yamato si scioglie dopo 31 anni di onorata attività e il gruppo di Aikidō si trasferisce prima presso l'A&R di Valmaura (presso l'ex cinema Lumiére) prendendo la denominazione "Hitohiro Saito Aiki Dōjō Trieste" fino al 2008, poi al Dopolavoro Ferroviario fino al 2010, e infine presso l'Accademia di Danza di via Colombo 14, a San Giacomo, fino a giugno del 2014.

 

Il gruppo dell'Hitohiro Saito Aiki Dōjō 1.presso la palestra dell'A&R - 2.presso la palestra dell'Accademia Danze

In questo periodo il maestro Marolla trova anche il tempo e il modo di aprire corsi di Aikidō nel Dōjō Sacile, a Gorizia presso l'Unione Ginnastica Goriziana, e anche a Portorose in Slovenia, formando e rendendo autonoma una classe di aikidoka tuttora molto valida. Offre inoltre consulenza tecnica ai praticanti di Udine e di Kaunas, città della Lituania. L'8 gennaio del 2005 fonda assieme al maestro Alessandro Tittarelli la Shin Shin Aiki Shuren Kai Italia, ramo italiano dell'omonima Associazione giapponese fondata da Hitohira Saito Kaicho dopo la morte del padre e la sua uscita dall'Aikikai. Trieste si dimostra pertanto fondamentale per lo sviluppo dello stile di Iwama nel Friuli Venezia Giulia, e non solo.

Gli allievi di Portorose (SLO), istruiti dal 1998 al 2000 dal maestro Marolla

   

Sacile: tre gruppi, in anni diversi, della sezione Aikidō che fu chiamata Iwama Ryu Aiki Dōjō Sacile "Morihiro Saito". Sorto nel 2002 su iniziativa del maestro Marolla che lo ha guidato fino al 2007 rendendolo autonomo e attivo a tutt'oggi, probabilmente il primo Dōjō a essere intitolato a Saito Sensei a pochi mesi dalla sua scomparsa

   

La sezione Aikidō dell'Unione Ginnastica Goriziana creata e condotta dal maestro Marolla dal 2012 al 2017

 

Aikidoka di Udine guidati da Gabriele Garcea ed Ermanno Passalenti, instradati dal maestro Marolla alla pratica dell'Iwama ryu

 

A Kaunas, in Lituania, dove il maestro Marolla ha portato consulenza tecnica e anche i tatami della Fiamma Yamato Trieste che aveva finito di esistere

Michele Marolla e Alessandro Tittarelli brindano alla nascita della Shin Shin Aiki Shuren Kai Italia a Filottrano l'8 gennaio del 2005

Il 9 maggio 2014, su iniziativa di Michele Marolla e Giovanna Coen, nasce un nuovo Dōjō, l'A.S.D. Yūdansha Kyōkai Iwama Aikidō Trieste, affiliata allo CSEN, che inizia la sua pratica presso la palestrina dell'Opera Figli del Popolo di via Don Marzari 4 a settembre dello stesso anno. Il primo Consiglio Direttivo è composto da Michele Marolla (Presidente), Enrico Neami, Alessandra Iuvan, Paolo Bertocchi, Ivan Castilla Lopez e Giovanna Coen. Attualmente il Consiglio Direttivo è formato da Michele Marolla, Alessandra Iuvan, Ivan Castilla Lopez e Giovanna Coen.

 

1.Il primo Consiglio Direttivo YKIAT, da sinistra: Giovanna Coen, Enrico Neami, Michele Marolla, Ivan Castilla Lopez, Paolo Bertocchi e Alessandra Iuvan

2.Il primo gruppo di praticanti della nuova Associazione, nel nuovo Dōjō della palestra Opera Figli del Popolo

 

1.Il gruppo YKIAT nel 2018 - 2.Il gruppo YKIAT nel 2020

Dal 1998 a oggi il maestro Michele Marolla si reca periodicamente a Iwama per incrementare le sue competenze tecniche e frequenta insegnanti di alto livello per approfondire le sue conoscenze non solo nell'Aikidō di Iwama, ma anche delle altre scuole marziali e della tradizione giapponese (shodō, chadō, ikebana). Organizza seminari di alto livello cercando di portare a Trieste e in Friuli Venezia Giulia i migliori esponenti della scuola di Iwama, oggi diventata Shin Shin Aiki Shuren Kai grazie all'impegno di Hitohiro (oggi Hitohira) Saito Kaicho e del figlio Yasuhiro Saito. Attualmente nelle arti marziali ha il grado di VI Dan di Jūdō, V Dan di Aikidō e I Dan di Jūjutsu.

   

Il maestro Michele Marolla ha praticato a Trieste con 1.Motokage Kawamukai - 2.Yoshimitsu Yamada - e a Roma con 3.Christian Tissier

   

Il maestro Michele Marolla ha praticato con 1.Gakku Homma - 2.Pat Hendricks - 3.Miles Kessler, quest'ultimo ospite anche a Trieste

   

Il maestro Michele Marolla con 1.Tristao Da Cunha - 2.Akimasa Watanabe - 3.Justin Christou, gli ultimi due ospiti anche a Trieste

   

Tre mostri sacri dell'Aikidō mondiale con ci quali il maestro Marolla ha avuto la fortuna di praticare: 1.Katsuaki Asai - 2.Moriteru Ueshiba - 3.Hiroshi Tada

 

1.Michele Marolla e Giovanna Coen con Hitohira Saito Sensei davanti al Tanren Dōjō di Iwama nel 2015

2.Alessandra Iuvan, Michele Marolla e Francesco Di Cosmo con Yasuhiro Saito nel Tanrenkan Dōjō a Iwama nel 2017

Parleremo ora dei maestri invitati a tenere dei seminari a Trieste e in Friuli Venezia Giulia grazie a iniziative e/o collaborazioni di Michele Marolla, che negli scritti parla in prima persona.

Miles Kessler

Ho conosciuto Miles Kessler a Modena nel novembre del 1998 in occasione di un seminario di Aikido organizzato da Vera Casolari e Andrea Gianolio, da lui diretto, e ho subito apprezzato la sua didattica e il suo modo di porsi con tutti, semplice e alla mano. Da allora ho cominciato a seguirlo ogni volta che si riusciva a farlo venire in Italia, a Modena e Torino in particolare, e questo fino al 2004.

Bisogna sapere che Miles alternava la pratica dell’Aikido con lo studio della meditazione, principalmente in Nepal, perciò ogni tanto spariva dalla circolazione per poi riapparire quando si disperava di avere più sue notizie. Miles, allora 4° Dan Aikikai, è nato a Dallas, in Texas, nel 1963. Ha studiato l’Aikido fin da giovanissimo e tra gli anni ’80 e '90 ha avuto la fortuna di poter praticare per ben otto anni, dei quali uno come uchi-deshi, a Iwama sotto la guida di Saito Morihiro sensei.

Il suo Aikido media la razionalità della scuola di Iwama con la leggerezza dello stile Aikikai, aggiungendo una vena di spiritualità derivata dal suo studio della meditazione Vipassana. Insomma, un metodo che aiuta i praticanti a “crescere” coinvolgendo il corpo, la mente, il cuore e lo spirito.

Con la Fiamma Yamato Trieste, allora molto attenta e attiva nell’invitare maestri provenienti dalla scuola di Iwama, siamo riusciti a farlo arrivare anche a Trieste per ben due volte: il 16 e 17 settembre 2000 e il 14 e 15 giugno 2003, e un anno più tardi, il 19 e 20 giugno 2004, organizzammo per lui un bellissimo seminario anche a Sacile.

Nel 2005 Miles si è trasferito in Israele dove ha fondato l’Integral Dojo – Tel Aviv e l’Associazione no-profit Aikido Without Borders (Aikido senza frontiere) portando la sua particolare didattica anche in Palestina, a Ramallah, e organizzando interessantissimi seminari sulle rive del Mar Morto. Nel 2011, con Giovanna ho fatto uno straordinario viaggio in Israele, compresi i territori occupati, e non ho perso l’occasione per andare a trovarlo e praticare con lui ancora una volta. Oggi Miles ha il 6° Dan Aikikai, è sposato con Maya dalla quale ha avuto una bellissima bambina di nome Yoeli, ed è molto attivo con la sua didattica dell’Aikido sia nella sua nuova patria che in giro per il mondo.

   
   

Qui una serie di scatti del seminario di Trieste, presso il Dōjō della Fiamma Yamato, nel 2003

   
   

Questa è una serie di scatti del seminario di Sacile, nel 2004

Tel Aviv. Foto di gruppo nel Dōjō di Miles Kessler nel 2011. Miles è in seiza al centro, alla sua destra Michele Marolla, prima a sinistra in piedi Giovanna Coen

Justin Christou

Nel 2004 invitai a Trieste Justin Christou che avevo conosciuto e incontrato più volte a Iwama. Justin, britannico di origini greche, allora aveva 35 anni non compiuti e da poco era rientrato a Londra dopo 8 anni di permanenza a Iwama a studiare con Saito Sensei, mantenendosi con l’insegnamento della lingua inglese e rientrando a casa con il grado di 4° Dan. Prima della sua esperienza in Giappone aveva studiato l’Aikido per 4 anni in Inghilterra. Accettò il mio invito per amicizia, anche se un po’ controvoglia perché demotivato e ancora spaesato dal rientro in patria dopo una così lunga assenza.

Il seminario, che si tenne il 7 e 8 febbraio, fu però memorabile. Portammo Justin nei Dojo di Trieste, Udine e Sacile dove tenne delle validissime lezioni. In più lo tirammo su di morale facendolo divertire e presentandogli nuovi amici e amiche. Risultato? Rientrò a Londra caricatissimo, aprì un suo Dojo, continua ancora oggi a insegnare quanto personalmente appreso da Saito Morihiro sensei, e incontra sempre volentieri chi di noi è in visita in quella città.

Un aneddoto simpatico legato a quel seminario. Justin alloggiava da Peter, che aveva anche organizzato per tutti noi una cena nella sua cantinetta, mentre io ospitavo un gruppo di amici lituani che arrivavano, sempre su mio invito, da Kaunas. Questi erano in sei e dovevano dormire a casa mia che allora era molto piccola. Una volta sistemati tra letto e pavimento in camera, cucina e corridoio mi accorsi che per me… non c’era più posto! Andai allora a dormire nella mia auto, una Ford Fiesta, ma faceva un freddo cane e ogni ora dovevo accendere il motore e fare un giro del rione scaldando l’abitacolo per il minimo della sopravvivenza.

     
   

Una sequenza di tecniche dimostrate da Justin Christou nel Dōjō di Udine con Peter Rasman uke e la traduzione simultanea di Ermanno Passalenti

 

1.Foto di gruppo nel Dōjō di Trieste - 2.Foto di gruppo nel Dōjō di Udine

 

3.Foto di gruppo nel Dōjō di Sacile (palestra piccola) - 4.Foto di gruppo nel PalaMichieletto di Sacile

   

Momenti conviviali

Akimasa Watanabe

Il 5 e 6 marzo 2005 organizzai con l’aiuto del Dōjō Sacile e del maestro Tittarelli un indimenticabile seminario con Akimasa Watanabe, che si era trasferito in Svizzera da un paio d’anni, seguendo la compagna Cecilia che era di Zurigo dopo la morte di Saito Sensei.

Akimasa è stato l’ultimo capo uchideshi a Iwama, negli ultimi anni di vita di Morihiro Saito Shihan, maturando un’incredibile esperienza che volentieri metteva a disposizione di tutti quando lo si invitava.

C’erano quasi cento persone sul tatami, di tutte le età e da molte regioni italiane. Sandra si era occupata della colazione, i formidabili allievi di Sacile avevano curato il pranzo e la logistica, Stefano Di Carlo si era occupato, assieme a Cecilia della traduzione dal giapponese.

Evento riuscitissimo per la soddisfazione di tutti. Un fotografo ufficiale aveva ripreso tutto il seminario. Qui sotto condividiamo i migliori scatti.

 

 
 
 
   
   

 

E la Storia... continua


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